Mostre ed Eventi
László Moholy-Nagy a Roma
ANDIAMOCI INSIEME!
Sabato 10 Gennaio 2026, ore 11:00
Accademia d’Ungheria in Roma, Palazzo Falconieri, – Via Giulia, 1 – 00186 Roma
Evento gratuito
“Sai, io con la fotografia gioco… tu sei il vero fotografo.” disse una volta ad André Kertész.
Sono circa 60 le fotografie che giungono in mostra dalla Collezione della Fondazione Moholy‑Nagy allestite inspirandosi al linguaggio formale del Bauhaus in cui, chiamato da Gropius, si spese largamente in insegnamento e sperimentazione. Si è voluto mettere in evidenza la “nuova visione” di questo straordinario e poliedrico artista spaziando tra i vari generi della sua ricchissima produzione: dai film alle fotografie, dai foto-grammi (Rayografie) ai collage, ogni mezzo era per lui un nuovo universo dove portare avanti sperimentazioni, anche ardite, sempre in connessione con gli altri media lasciando fluire la creatività.
Moholi-Nagy fu quello che, definitivamente, rese la Fotografia libera dal vincolo dell’imitazione dell’arte pittorica e fu un pioniere della fantastica esplorazione delle specificità espressive di questa arte.
Come a creare un dialogo con la retrospettiva, gli ambienti del Piano Nobile del Palazzo Falconieri ospitano la mostra parallela “Risonanza – in omaggio a László Moholy-Nagy”, a cura di Pál Németh. Sei artisti contemporanei – Zsolt Gyenes, Anita Egle, Ferenc Forrai, Olívia Zséger, Márta Krámli e Balázs Veres.
Andiamo a vederla insieme Sabato 10 Gennaio alle 11:00! Ingresso libero.; tutte le info su: https://culture.hu/it/roma/eventi/grandi-maestri-della-fotografia—moholy—nagy-laszlo
La partecipazione alla visita insieme è gratuita: infatti non è una Visita Guidata ma semplicemente una passeggiata tra amici tra le foto esposte. E’ necessario confermare la partecipazione scrivendo con i tuoi dati a mostrailtuobusiness@gmail.com o inviando un WhatsApp con i tuoi dati al n 3475703496
Testo della curatrice Gabriella Csizek :
László Moholy-Nagy, di origine ungherese, è stato uno degli artisti più versatili e influenti del XX secolo. La sua attività ha spaziato dalla pittura alla fotografia e al cinema, dalla scenografia all’educazione artistica, dalla scultura al design industriale, fino alla tipografia e alla pubblicità. Sperimentatore tra i più audaci, la sua visione moderna e il suo linguaggio formale lo hanno reso il principale maestro teorico e pratico del Neues Sehen, la “nuova visione”. La sua opera trovò piena espressione nell’intreccio tra ricerca artistica, riflessione teorica e impegno pedagogico, prima come docente al Bauhaus e poi come fondatore di una scuola a Chicago.
Moholy-Nagy liberò la fotografia dall’imitazione pittorica, esplorando attivamente forme espressive e possibilità uniche di questo mezzo.
Attraverso le sue fotografie e i film sperimentali, catturò le connessioni che la realtà manifesta nella costruzione dell’immagine fotografica.
Pur dovendo più volte trasferirsi e ricominciare la sua attività creativa in nuovi paesi, mantenne un ottimismo incrollabile, convinto che l’arte, se resa accessibile e praticabile da tutti, possa contribuire a migliorare il mondo.
«Una forza interiore lo spinse a esplorare molteplici ambiti del design artistico: si dedicò alla tipografia, all’arte del manifesto, alla fotografia, al cinema e al teatro. Era uno spirito appassionato, colmo di vitalità e amore, il cui entusiasmo accendeva e ispirava chi lo circondava.
Il suo obiettivo creativo era trovare, attraverso la ricerca di “visioni in movimento”, una nuova concezione dello spazio. Libero da metodi tradizionali e mosso dalla curiosità di uno scienziato, si lanciava continuamente in nuove sperimentazioni.» Così lo descrisse Walter Gropius, che lo invitò a insegnare al Bauhaus, la scuola d’arte innovativa che mirava a connettere arte e scienza con la vita quotidiana.
L’intera sua opera è attraversata dall’osservazione e dalla ricerca sulla natura della luce e sul suo potere di definire lo spazio: ne sono testimonianza i fotogrammi realizzati senza macchina negli anni Venti, l’iconico Modulatore spazio-luce e le sue plastiche composte da superfici trasparenti, talvolta dipinte. «Moholy-Nagy era una persona di straordinario spessore. Come fotografo, faceva il suo lavoro con rigore, e lo faceva bene. Una volta, qui a Parigi, mi chiese di fotografare alcune sue sculture. Accettai volentieri, ma gli dissi: “In fondo anche tu sei un fotografo.” E lui, con la sua consueta gentilezza, rispose: “Sai, io con la fotografia gioco… tu sei il vero fotografo.”» — ricordava André Kertész in una conversazione. E il gioco, in fondo, è un atto libero: è creazione.